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Il gruppo SBRG alla ricerca delle frequenze tettoniche di base presenti nella Venezia-Giulia

Tag: archeoacustica, archeoa-acustica, basse frequenze, infrasuoni, trasduttori, Grotta Gigante, rumori tettonici, faglia, SBRG, SB Research Group 

Dopo aver iniziato lo studio di archeoacustica nella Dolina dei Bugomili ed in altri siti archeologici della Venezia-Giulia si è reso necessario un termine di paragone per valutare quale possa essere il rumore tettonico di base in questa area e quale la sua diffusione nelle zone sacre.

Candidata ideale per questo studio acustico non vi è dubbio è la Grotta Gigante che si trova a pochi chilometri di distanza dalla Dolina dei Bugomili ed è immersa profondamente nella terra del Carso triestino. La sua camera principale è la più grande d’Europa e la seconda del mondo (alta 98,50 m, larga 76,30 m e lunga 167,60 m)  ed in essa sono già presenti varie strumentazioni geologiche che misurano il comportamento della placca tettonica su cui giace questo territorio (sismografo e pendolo geodetico).

Lo studio dei rumori presenti in essa non è solo riferito per la comparazione a quanto registrato nella Dolina dei Bugomili (della quale abbiamo già dato notizia qui), ma anche a quanto riferito ad il Mitreo, uno tra i pochi ancora esistenti anche se distrutto violentemente nel V° secolo d.C., che si trova sempre nelle vicinanze e da noi esaminato di recente, ma che per ora non sembra essere accompagnato da un fenomeni di risonanza al suo interno.

 

Fig. 1 – Gli aspetti residui dell’antico Mitreo situato in vicinanza delle Fonti del fiume Timavo, celebre per il suo lungo percorso sotterraneo prima di sboccare in prossimità del mare

 

Il Mitreo posto in una grotta che domina le fonti del fiume Timavo pare sia stato frequentato sin dal periodo Neolitico ed è per questo che ha attirato la nostra attenzione. Ciò spiega anche la scelta nel periodo romano di collocarvi un tempio dedicato al Dio Mitra, secondo la tradizione di porlo in una grotta naturale vicino ad una fonte d’acqua, ma che ribadisce il legame della divinità con il mondo celeste. Ciò è possibile desumerlo anche dalle raffigurazioni presenti su due steli poste all’interno.

 

Fig. 2 – Alcune delle steli ancora presenti all’interno della grotta naturale raffiguranti il Dio Mitra fotografate con la fotocamera all’infrarosso

 

Ma ritornando alla Grotta gigante, grazie alla collaborazione con la Società Alpina delle Giulie (Sezione del C.A.I. di Trieste), responsabile di questo sito, abbiamo ottenuto l’autorizzazione per posizionare i microfoni nella grotta, ovviamente fuori orario di visita, registrando i suoni presenti per una notte intera e che stiamo ancora analizzando (circa 12 ore).

 


 

Fig. 3 – L’edificio per la ricezione dei turisti posto all’ingresso e le scale di accesso alla grotta

 

Nella grotta sono anche posizionati degli enormi pendoli posti al centro della stanza centrale da parte dell’Istituto di Geofisica che misurano l’inclinazione della placca tettonica sulla quale poggia anche la Venezia-Giulia e dei sensibili sismografi in grado di percepire terremoti a migliaia di chilometri di distanza.

 

 

Fig. 4 - L'accesso alla camera principale con gli enormi pendoli che dalla volta arrivano fino al suolo

 

Con l’aiuto della guida della Società Alpina delle Giulie, Fulvio Forti, i microfoni sono stati inizialmente posti sul fondo della grotta dopo un percorso di circa 500 gradini in una posizione al riparo dall’acqua, ma parzialmente turbata dal rumore dei ventilatori dei sismografi posti ad una certa distanza

 

Fig. 5 - La sede dove sono stati posti i microfoni, ossia in fondo alla grotta poco lontano dai sismografi, chiusi in una piccola baracca in cemento

 

I risultati sono stati comunque fuori dalle aspettative. Dopo una registrazione durata l’intera notte e fino all’orario di apertura al pubblico della grotta al mattino è stato registrato un numero incredibile di rumori presenti in quell'ambiente pur nel silenzio e nel buoi più totale.

I rumori di rottura della roccia per lo sfregamento tettonico dei vari strati di rocce dure conseguenti ai fenomeni di attrazione dei corpi celesti, Sole e Luna in particolare, testimoniano il continuo rumore proveniente dai movimenti della faglia presente all’interno della grotta che deve la sua origine ad un cataclisma avvenuto circa 12.000 anni fa. La sua esatta datazione di questa frattura è stata determinata misurando le linee incrementali che sviluppano l’altezza delle stalattiti spezzate in quella occasione.

Si pone di seguito ad esempio uno spezzone di registrazione della durata di meno di un minuto totalmente originale ed inalterato in formato mp3 (la registrazione originale è di cospicue dimensioni in formato wav 24 bit) in cui, togliendo il rumore del ventilatore che raffreddava le apparecchiature elettroniche del sismografo, è possibile sentir gli schiocchi delle rocce che si muovono, ben distinguibili dalle gocce d'acqua che cadono. Si consiglia l’ascolto del file con una cuffia ad alta fedeltà.

 

 

Fig. 6 – Una frattura molto evidente attraversa a tutto spessore le pareti della grotta trasversalmente

 

 Fig. 7 - Parte del team di ricerca: a sinistra la guida della Società Alpina delle Giulie, Fulvio Forti, e a destra la nostra assistente/fotografa, Chiara Chiandotto

 

A fine di agosto si proseguirà nella ricerca per verificare nuovamente quanto rilevato, ma posizionando i microfoni in altre sedi all’interno della grotta. Sin da ora, però, non sembrano rilevarsi quelle frequenze basse presenti nei siti sacri della regione e motivati dal rumore d’acqua sotterranea.

 

 

Fig. 8 – Il grafico di quanto rilevato sul fondo della grotta. Non sembrano essere presenti basse frequenze o infrasuoni provenienti dal sottosuolo, ma solo alte frequenze determinate dal rumore delle gocce o dalla frizione/rottura delle rocce dentro alla faglia che attraversa tutta la grotta trasversalmente (il picco di ultrasuoni presente intorno ai 70KHz è un artefatto dovuto alla sensibilità dei microfoni)

 

Pur sorprendenti nella gamma di rumori di schiocco da frattura delle rocce, i rumori di sfregamento della faglia non sembrano per ora assomigliare per nulla alle frequenze rilevate in altri siti sacri archeologici studiati in precedenza dal gruppo SBRG.

Paolo Debertolis – 2 agosto 2014

 

Si ringrazia la Società Alpina delle Giulie per la sua disponibilità a collaborare a questa ricerca, mettendo a disposizione le sue strutture. Un sincero grazie in particolare al direttore della Grotta Gigante, arch. Alessio Fabbricatore, ed alla guida Fulvio Forti.

 

 


 

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