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Archeologia odontoiatrica e suo rapporto con la patologia orale

 

Paolo Debertolis *, Niccolò Bisconti **
 
*Dipartimento di Scienze Mediche – Università degli Studi di Trieste
**Dipartimento di Archeologia e Storia dell’Arte – Università di Siena

 

 Riassunto - Dopo l’istituzione in Italia del Corso di Laurea in Odontoiatria, la figura dell’Odontoiatra, come in altri Paesi del mondo, ha assunto una maggiore caratterizzazione ed ha visto espandersi le sue competenze attraverso l’interdisciplinarietà in altre branche della medicina, un tempo patrimonio esclusivo della medicina legale, che disponeva ben poco di conoscenze odontoiatriche. L’uso delle tecniche forensi antropologiche ed ontologiche nell’archeologia viene denominata ai giorni nostri Archeologia Odontoiatrica.

 Necessariamente l’archeologia odontoiatrica non è una scienza a sé, ma è parte di un approccio multidisciplinare per la risoluzione di un problema storico. L’apporto dell’odontologo è fondamentale per chiarire le patologie, ma anche i costumi e le abitudini alimentari degli individui ritrovati nei siti archeologici. Le fonti antiche possono rappresentare un punto di partenza all’interno della ricerca, fondamentale per la comprensione di dinamiche altrimenti sconosciute.  Così lo scavo stratigrafico è l’elemento fondamentale all’interno della ricerca archeologica che permette la “lettura” del terreno del ritrovamento. Attraverso la comprensione della stratigrafia è possibile comprendere il susseguirsi degli eventi come il ritrovamento di materiali archeologici o la connessione con strutture conosciute.
 Il corpo umano a distanza di anni può subire una notevole trasformazione a secondo dell’ambiente in cui è conservato. Scopo dell’odontologo è fornire il maggior numero di informazioni possibile all’archeologo per una valutazione attenta del ritrovamento. Il nostro gruppo di lavoro grazie alla disponibilità del Dipartimento di Scienze Mediche di dell’Università di Trieste, e la collaborazione di archeologi e medici fisici, ha iniziato uno attento studio per la risoluzione di casi di patologia odontoiatrica presente nei resti ritrovati in vari siti archeologici italiani e dell’Est Europa, cominciando a descrivere con maggior competenza un nuovo interessante capitolo nella storia della medicina. In questo lavoro vengono presentati alcuni esempi di casi archeologici risolti grazie al nostro grado di conoscenza di patologia orale.
 Per esempio durante le nostre ricerche effettuate in Bosnia-Erzegovina (BiH) tra il 2010 e il 2011 in collaborazione con il Museo di Visoko (Cantone di Zenica-Doboj). Abbiamo scoperto che durante il periodo del dominio ottomano, gli autoctoni mantennero comunque le loro antiche usanze di seppellire il loro popolo accanto agli stećak, antiche pietre monumentali tipiche di questa regione. Questo fatto è molto importante perché queste pietre sono orientate a nord e non verso La Mecca come sarebbe normale per un cimitero musulmano e così le salme. Utilizzando un approccio medico-antropologico in supporto all’archeologia, questa scoperta potrebbe cambiare la nostra conoscenza storica per quanto riguarda le costumi religiosi di questa popolazione.

 

Poster connesso in formato .jpg 

Congresso “XX° Congresso Nazionale - Collegio dei Docenti di Odontoiatria”  Roma, 18-20 Aprile 2013 

(http://www.congressicollegiodocentiodontoiatria.it/)

Pubblicato da: Collegio dei Docenti di Odontoiatria (Sito istituzionale)

Segreteria organizzativa:fasi s.r.l.,via R. Venuti 73 - 00162 Roma

 

 


 

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