Analisi archeoacustica e consuetudini cerimoniali in un antico ipogeo
Paolo Debertolis*, Niccolò Bisconti**
*Dipartimento di Scienze Mediche, Università degli Studi di Trieste
**Dipartimento di Archeologia e Storia dell’Arte – Università di Siena
Riassunto - In questo lavoro scientifico sono stati confrontate le proprietà archeoacustiche e i possibili antichi rituali in due ben conosciuti ipogei. Il primo presente a Malta, più noto e studiato, ed il secondo in Italia, che è stato studiato dal nostro gruppo di ricerca (SBRG) da questo punto di vista e che presenta parecchie somiglianze costruttive con l'ipogeo maltese. I risultati dimostrano che l’archeoacustica è un interessante nuovo metodo di studio complementare all’archeologia per rianalizzare gli siti antichi e che utilizza diversi parametri di studio per riscoprire la tecnologia dimenticata che opera sulla sfera emotiva umana. L'effetto sulla psiche degli antichi popoli che utilizzavano questi strutture, per le proprietà acustiche riscontrate, suggerisce che i costruttori di questi siti erano a conoscenza di questo processo fisiologico e che probabilmente ne facevano ampio uso per migliorare i loro rituali sacri.
Nota. SB Research Group ( SBRG ) è un progetto internazionale e interdisciplinare di ricercatori di vari paesi europei (Italia, Finlandia, Croazia, Regno Unito) che studiano l’archeoacustica degli antichi siti e templi in Europa (http://www.sbresearchgoup.eu ).
Parole chiave: archaeoacustica, infrasuoni, basse frequenze, Malta, Cividale del Friuli, ipogeo
Questo articolo è stato pubblicato in lingua inglese sul numero di ottobre 2013 (Volume 3, Numero 10, pag. 803-814) della rivista scientifica stunitense Sociology Study, ISSN 2159-5526, USA ed è liberamente scaricabile in formato pdf.
Introduzione
Il fenomeno della risonanza è qualcosa di conosciuto da molti secoli . E’ stato spesso frainteso e talvolta confuso con episodi di filosofia mistica. Tracce di esso si trovano in antichi scritti e tradizioni orali ed è presente anche in antichi manufatti e nell’architettura preistorica (Mortenson, 2010). Oggi è un fenomeno riconosciuto e utilizzato dai fisici applicati in molte moderne tecnologie. Ma si può dire, senza andare troppo a fondo in meccanismi fisici complessi, la risonanza è il fenomeno in cui un oggetto assorbe energia, la trasforma e la restituisce in un'altra forma di energia però più efficiente. Uno strumento musicale a corda come una chitarra acustica con la propria cassa armonica ne è un semplice esempio.
SB Research Group ( SBRG ) ha condotto una ricerca in diversi paesi europei su questo tema per tre anni in diverse strutture ipogee scoprendo alcune analogie tra di loro. È possibile che questa tecnologia fosse ben nota presso alcuni antichi popoli che ne facevano uso nei loro riti migliaia di anni prima di Cristo? E se ciò è vero, qual è stato l'impatto di questa loro tecnologia sulla percezione umana?
Sulla scia dei risultati di altri ricercatori (PEAR, Princeton Engineering Anomalies Research, Università di Princeton, USA - Jahn , Devereux , e Ibison, 1995), il gruppo di ricerca SBRG ha svolto simili esperimenti in altri antichi siti in Europa (Bosnia – Erzegovina e Italia) (Debertolis e Savolainen, 2012, e per questa pubblicazione Debertolis e Bisconti, 2013) confermando la loro suggestiva teoria che attraverso il fenomeno della risonanza, la popolazione antica era in grado di influenzare la percezione della mente umana per ottenere diversi stati di coscienza senza l'uso di farmaci o altre sostanze psicotrope.
Questo mistero è lungi dall'essere risolto, tuttavia la tecnologia nascosta in questi templi ipogei, dotati di un’architettura apparentemente grezza, suggerisce che i costruttori abbiano utilizzato ampiamente le loro conoscenze di questo fenomeno fisico migliaia di anni prima che la tecnologia moderna.
Attualmente il gruppo SBRG sta eseguendo una nuova ricerca in collaborazione con la Clinica Otorinolaringoiatrica ed il Servizio di Neurofisiologia dell’Università di Trieste per la valutazione degli effetti del fenomeno di risonanza sul corpo umano. In questo studio i volontari sono stati sottoposti ad esame elettroencefalografico (EEG) durante l'ascolto di toni compresi tra i 90Hz e i 120Hz, del tutto simili ai suoni risonanti presenti in alcune strutture del Neolitico in Europa (Inghilterra , Irlanda, Italia e Malta).
In questo lavoro viene presentato il confronto tra un noto e riconosciuto ipogeo presente a Malta (Hal Salfieni) ed un altro in Italia (Ipogeo di Cividale del Friuli -UD), le cui tecnologie utilizzate dai loro costruttori sembrano essere del tutto sovrapponibili, anche se esistono diversità in termini di dimensioni volumetriche.
I templi maltesi e l'ipogeo di Hal Saflieni
L'arcipelago maltese è composto da due isole principali, Malta e Gozo. Tra di esse si trovano due isole piccole, Comino e Cominotto, a Sud uno scoglio di esigue dimensioni denominato Filfla. Secondo l’archeologia ufficiale, la prima volta che l’uomo mise piede sull’isola è stato nel 5200 a.C.. Gli scavi e le datazioni effettuate col metodo del carbonio collocano l’edificazione dei complessi megalitici intorno al 3600 a.C. (Trump, 1981). Molti sono gli studiosi che hanno posto l’attenzione e analizzato l'architettura dei templi maltesi, per citarne i più celebri: il maltese Zammit, gli italiani Ugolini e Ceschi e gli inglesi Trump ed Evans.
I templi maltesi sono l'espressione architettonica più perfetta delle civiltà mediterranee, e sembrano di gran lunga superiori ad altre strutture simili nelle terre che si affacciano sul Mediterraneo. I "nuraghi" della Sardegna , il "sesi" di Pantelleria , e le "talayots" delle Isole Baleari sono architettonicamente di gran lunga meno importante dei templi maltesi (Ceschi, 1939).
L’architettura cultuale maltese presenta già dalle prime sue fasi due diversi aspetti: uno epigeo ed uno ctonio. Per quanto riguarda il primo è verosimilmente collegato a pratiche religiose, tuttavia sia il tipo di culti praticati, le possibili divinità ad essi connesse, quanto le modalità di svolgimento dei rituali restano però ancora di difficile definizione.
Le aree meglio note dove sono eretti i templi sono costituite da un minimo di uno ad un massimo di quattro templi, interconnessi spesso tra loro a livello strutturale, tanto da formare un unicum architettonico nel loro esito finale, ma realizzati probabilmente per fasi successive, con continue modifiche e trasformazioni degli edifici; ai templi si aggiungono in alcuni casi strutture di diverso tipo, come altari esterni, triliti, recinti megalitici. Tali aree, veri e propri centri cultuali dunque, appaiono in più casi ravvicinate sul territorio, evidenza che ha fatto supporre che essi costituissero dei veri e propri “nuclei” (Recchia, 2006).
Il materiale impiegato era unico e, nell’assenza completa di malte e di ogni accorgimento coesivo, la statica delle costruzioni era affidata unicamente alla gravità ed alla perfetta lavorazione dei blocchi che variavano in misura spesso raggiungendo impressionanti dimensioni. La statica era ottenuta per gravità e grazie ad una straordinaria precisione nella lavorazione dei blocchi megalitici, i lastroni di dimensioni maggiori venivano infissi direttamente nel terreno o appoggiati su altri blocchi precedentemente interrati e facenti funzione di fondazione.
Dai piedritti posti di taglio parallelamente all'asse principale ai lati di ogni passaggio fra le celle, si dipartivano trasversalmente i lastroni delle absidi delimitando l'ambiente interno semicircolare. Così definiti gli ambienti absidati si procedeva all'erezione del muro esterno costituito da un filare continuo di lastroni ortostatici (Ceschi 1939).
Sulla presenza di una copertura, sul tipo e forma della stessa non c'è uniformità di giudizio tra gli studiosi anche a causa delle evidenze archeologiche non complete, ma si può pensare che fosse presente. L'Ugolini e il Ceschi (Ceschi, 1939) negli anni 30 ne sostennero la tecnica costruttiva a falsa volta ma ipotizzando che la stessa non si chiudesse alla sommità ma fosse completata da un tavolato ligneo, da canne o paglia.
Tra questi complessi megalitici non si può non citare come esempio i templi di Ggantija, situati nell’isola di Gozo. Il nome gli fu attribuito nel medioevo e significa "torre dei Giganti”, la loro datazione è stata stimata al 3.600-2.500 a.C.
Le imponenti strutture sono a forma di quadrifoglio, e sono composte da pietre ciclopiche di calcare corallino, alcune delle quali, sono lunghe fino a 5 metri e arrivano a pesare 50 tonnellate. Entrambi i templi hanno una serie di absidi semicircolari collegati con una sala nel centro; secondo la leggenda, i due complessi megalitici furono edificati da una stirpe di giganti che dimorò sull’isola in tempi molto antichi (vedi figura 1).
Figura 1. Piano del Tempio di Ggantija
A Malta, invece, si trova l’ipogeo di Hal Saflieni, un complesso sotterraneo scavato interamente nella roccia,. Dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'Umanità (insiema a Ggantija, Hagar Qim, Menaidra, Scorba, Ta Hagrat, Tarxien) venne scoperto casualmente durante dei lavori di costruzione nel 1902. Il complesso è composto da un sistema di camere e cunicoli che si sviluppano in tre distinti livelli nel sottosuolo fino ad arrivare ad una profondità massima di circa 11 metri, ricoprendo una superficie di circa 500 metri quadrati. Ad un primo impatto questa immensa opera, pare che sia senza ogni ombra di dubbio il frutto di una civiltà sicuramente ben organizzata ed avanzata e pare inverosimile pensare che la roccia sia stata scavata solo tramite semplici utensili in osso e pietra dura. Nelle architetture dell’ipogeo è sentita la curva, come per le celle absidali dei templi, è notevole vedere nelle grotte dell’Ipogeo, dove lo scavo in roccia avrebbe permesso altre soluzioni anche più spontanee e razionali, come archi, volte e cupole, giocano masse rigide di primitiva derivazione trilitica (Ceschi 1939) (vedi Figura 2).
Figura 2. Planimetria dell'ipogeo Hal Saflieni
L'ipogeo maltese ha svolto due ruoli, il primo come un santuario dedicato al culto della Dea Madre, il secondo come luogo di sepoltura, come testimoniano i resti di migliaia di scheletri con i loro ornamenti e le loro ceramiche .
I fori presenti nel terreno antistante l'entrata è stato ipotizzato che potessero essere impiegati per raccogliere la libagione di animali destinati al sacrificio, mentre i fori posti nella stessa posizione e scavati in modo da farci scorrere una corda, occasionalmente forniti di tasselli in pietra, potevano essere stati sagomati per raccogliere le offerte solide (Evans 1971).
I fori presenti nelle pareti delle camere intercomunicanti, sono riconducibili alla pratica degli oracoli. E’ probabile che un sacerdote, sfruttando i fenomeni di eco e risonanza, rispondesse in modo anonimo e suggestivo alle domande che gli venivano poste. L'esempio più interessante, attribuito a questa suggestiva pratica, è quello presente all'interno dell'Ipogeo: infatti parlando da una nicchia scavata all'interno di una stanza, la voce viene notevolmente amplificata e resa di una tonalità bassa e profonda.
Queste camere possono essere state utilizzate come centri per eventi sociali o spirituali, così come il fenomeno di risonanza presente nelle cavità camerali potrebbe essere stato utilizzato come supporto al canto rituale umano e alla consapevolezza mistica.
Su tale tema alcuni studi di archeoacustica sono stati portati avanti in questo ipogeo dalla fondazione maltese Old Temples Study Foundation (OTSF): molte di queste camere sono risultate avere una frequenza di risonanza compresa tra i 95Hz e i 120Hz ed in particolare vicino ai 110Hz, utilizzando un sistema ben noto nell’intagliare la roccia per accordare queste camere a questa gamma di basse frequenze.
L’ipogeo di Cividale del Friuli (Udine)
Questo si compone di vari spazi sotterranei, con diversi livelli e diramazioni scavate del conglomerato. La sua forma sembra molto irregolare per un occhio distratto, ma in realtà, nonostante le modifiche nel corso dei secoli, i costruttori hanno fatto pieno uso della forma nelle camere per sfruttare al massimo il fenomeno della risonanza ottenuto durante le preghiere o i canti mistici (vedi figura 3).
La struttura sotterranea potrebbe essere stata derivata da una cavità naturale presente nella roccia lungo la riva destra del fiume Natisone. A parte le interpretazioni fantasiose mescolate con miti e leggende, è stato ipotizzato che in epoca celtica l'ipogeo sia stato utilizzato come deposito per urne cinerarie, anche se altri ricercatori sono convinti che fu utilizzato anche come carcere durante il periodo romano e longobardo.
Ci sono tre grandi e inquietanti maschere scolpite sulle pareti nello stile della tradizione celtica, simile ai resti di sculture trovate in tombe celtiche in Francia conosciute come “têtes coupées”. Ci sono anche alcune nicchie scavate da una mano diversa che sono perfettamente asciutte e che potrebbero essere state utilizzate come deposito funerario in un momento successivo. Per quanto riguarda le altre camere, queste appaiono così piene d’acqua e d’umidità che sicuramente la loro destinazione era assolutamente inadatta per l'uso come camere mortuarie.
Si presume, invece, che alcune delle stanze dell’ipogeo abbiano piuttosto funzionato come cisterne ripiene d’acqua utilizzata per alcuni tipi di riti cerimoniali di origine incerta. Tuttavia, nonostante le varie ipotesi, la vera funzione e l'origine di questa struttura sotterranea, unica in Friuli, rimane un mistero storico. È certo che la struttura sotterranea fu rimodellata in epoche successive, ma si può dire che nessuna delle precedenti ipotesi illustrate poco sopra sono suffragate da prove.
La struttura è rappresentata da una alta camera centrale che si raggiunge dalla superficie attraverso un accesso discendente con dei gradini piuttosto ripidi (vedi Figura 4). All'inizio di questo passaggio è possibile trovare l' unica finestra che dà accesso alla argine del fiume Natisone, il resto della struttura è completamente interrata . Tre corridoi partono dalla camera centrale e contengono nicchie e sedili posti varie altezze. Molte nicchie sembrano essere state scavate con un piccone e si riferiscono a periodi successivi.

Figura 3. Mappa dell’Ipogeo di Cividale del Friuli

Figura 4. Le scale che conducono alla sala centrale (camera A della mappa)
L'attenzione del gruppo di ricerca SBRG sulla funzione di questo sito archeologico è stato influenzato dalle teorie di Valter Maestra, un ricercatore indipendente italiano e storico delle civiltà antiche. Egli ha disegnato un parallelo con strutture molto simili che si trovano a Malta, i quali sono stati utilizzati per officiare riti di preghiera alla Dea Madre. Secondo questa ipotesi, l'ipogeo di Cividale ebbe una destinazione d’uso simile al fine di entrare in contatto con il modo esoterico sotterraneo.
Questa ipotesi è stata giudicata molto interessante dal SBRG se considerata in parallelo con altre ricerche di archeoacustica svolte dagli stessi nel Sud Inghilterra e in Bosnia-Erzegovina. Se altri ricercatori avevano rilevato lo stesso fenomeno di risonanza nei templi sotterranei maltesi, era importante analizzare anche la struttura di Cividale del Friuli con le stesse metodiche utilizzate nelle precedenti ricerche svolte in Europa dal SBRG.
Materiali e metodi
Inizialmente, nello studio preliminare si è esaminata ogni camera dell’ipogeo di Cividale del Friuli con generatori di suoni elettronici a seguito della procedura stabilita dal PEAR (Jahn et al. 1995). Una volta che è stata identificata la frequenza di risonanza, e i cosiddetti "nodi di risonanza", ossia la posizione ottimale per ottenere il migliore effetto di risonanza, che consente alle frequenze di espandersi al meglio in ogni camera. Dopo questo studio iniziale, le condizioni originarie presenti nei tempi antichi sono state ricreate utilizzando una voce maschile o femminile utilizzata per cantare o pregare.
Le attrezzature per la registrazione e microfoni utilizzati attualmente dal SBRG possiedono una dinamica molto di più alto livello rispetto alle attrezzature utilizzate quasi 20 anni fa dal PEAR (Jahn, 1995). In questo caso l'attrezzatura utilizzata consisteva di alcuni registratori di alta gamma dinamica, estesa anche nel campo degli ultrasuoni con una frequenza di campionamento massima di 192 kHz (Tascam DR-680) oppure con una frequenza di campionamento di 96 KHz (registratori digitali Tascam DR-100 e Marantz PMD661).
Inoltre sono stati utilizzati dei microfoni a condensatore con ampia gamma dinamica e una risposta piatta a frequenze diverse (Sennheiser MKH 3020, risposta in frequenza di 10Hz a 50.000 Hz) con cavi schermati (Mogami Gold Edition XLR) e connettori placcati in oro (vedi figura 5).
Sono stati usati anche dei microfoni omnidirezionali ultrasensibili (Aquarian H2a – XLR, idrofoni con risposta in frequenza da 10Hz a 100.000 Hz) per ottenere con precisione ogni possibile risposta di risonanza anche dall'acqua sul fondo delle camere . Questo tipo di microfono ha un’ampia larghezza di banda ed è utilizzato dai biologi marini per ascoltare il canto delle balene fino a diversi chilometri di distanza. In questo caso il suono viene trasmesso molto rapidamente in acqua, con la massa d’acqua che agisce come un riflettore in grado di catturare le vibrazioni risonanti (Debertolis e Savolainen, 2012).
La correlazione tra la sorgente sonora e la risposta della camera attraverso la grafica dello spettro sonoro è stata verificata in tempo reale utilizzando vari programmi audio, come d’altra parte sono state analizzate le vibrazioni delle voci dei cantanti e la correlata risposta delle camere in fase di analisi in studio.
Per sovrapporre e mescolare le varie tracce registrate è stato utilizzato il programma per Mac Pro Tools versione software 9.05, mentre per l’analisi grafica sono stati usati i programmi open-source Praat versione 4.2.1 elaborato presso l'Università di Toronto e il programma Audacity versione 2.0.2 entrambi per Windows PC.
Prima di effettuare le registrazioni è stato utilizzato un analizzatore di spettro (Spectran NF - 3010 dalla fabbrica tedesca Aaronia AG) per verificare la presenza di eventuali fenomeni elettromagnetici presenti nell'ambiente circostante che avrebbero potuto influire negativamente sui risultati.
Tutte le registrazioni sono state eseguite durante la notte in diverse sessioni, ossia quando il rischio di registrare del rumore proveniente da attività umane di superficie era più basso.
I cantanti hanno eseguito un repertorio di canto antico e canto armonico.vSi è così capito che i mantra e le frequenze modulate del canto armonica sollecitano molto bene le strutture circostanti a particolari frequenze, tipiche dei vari canti mistici e delle preghiere.
Risultati
L'esperimento ha avuto luogo in varie sessioni nel giro di sei mesi con diversi cantanti utilizzati per la ricerca della giusta frequenza fenomeni di risonanza. Pochi mesi dopo l’inizio della ricerca del SBRG, è stata rilevata la presenza di un cospicuo fenomeno di risonanza in due camere di C e D (vedi figure 6-9)

Figura 5. La risposta estremamente piatta dei microfoni Sennheiser MKH 3020 con una maggiore sensibilità nel campo degli ultrasuoni (fonte Sennheiser)

Figura 6. L' ingresso alla sezione C che sembra aver mantenuto la forma originale ed ha dimostrato un cospicuo effetto di risonanza
Queste sezioni mantengono la forma originale ad arco del soffitto. Per ottenere una migliore risposta i cantanti sono stati posizionati all'interno del " nodi" sonori. Un piccolo travetto scavato sulla parete del fondo delle due camere sembra essere stato scolpito appositamente per acordare la stanza ad una voce maschile che prega o canta.
La voce maschile è assolutamente necessaria per sollecitare il fenomeno della risonanza poiché le due camere sono accordate rispettivamente a 94Hz e 102Hz . In diverse occasioni delle voci femminili sono state sperimentate, tra cui una voce da mezzosoprano, tuttavia l'innesco del fenomeno di risonanza non è stata raggiunto perché la voce femminile non scende al di sotto dei 150Hz e con essa non è possibile sollecitare la struttura.
La risposta del fenomeno di risonanza emesso dalle camere è una gamma sonora che parte dagli infrasuoni fino alla frequenza di 102Hz per camera D o 94Hz per camera C (la tipica intonazione di una voce maschile che genera l'effetto di risonanza). Ciò è particolarmente evidente quando si confronta il grafico della voce maschile con il grafico della voce femminile in cui appare un buco nella stessa gamma di frequenze udibili.

Figura 7. Il grafico logaritmico dell'effetto di risonanza nella camera C. Nota: La curva presente tra i 30KHz e i 90KHz è dovuto ad una maggiore sensibilità dei microfoni Sennheiser a queste frequenze, quindi non è un'anomalia generata dalla camera. Fino ad ora non sono stati trovati ultrasuoni nell'ipogeo Cividale del Friuli

Figura 8. Il fondo non illuminato della camera D con i microfoni posizionati per la registrazione .
La camera E,che si trova sotto le scale di accesso, non ha avuto dimostrato alcun fenomeno di risonanza. È possibile che questa sia stata scavata in epoca successiva poiché la sua forma è completamente diversa dalle altre camere come anche la camera B (vedi Figura 10).
Discussione
Con una voce maschile accordata sulla frequenza giusta si ottiene una potente risposta nella banda degli infrasuoni e delle basse frequenze ( vedi Figura 7) . La voce maschile viene riflessa dalla struttura anche a basso volume, come accade nel ipogeo di Hal Saflieni (Malta). Non è stato possibile ottenere ciò utilizzando una voce femminile, la figura 7 mostra infatti un grande buco dove tali frequenze sono determinate dalla riflessione di una voce maschile. La conclusione è che solo un officiante maschio poteva innescare il fenomeno della risonanza con la sua voce dotata di un’ampia gamma di basse frequenze.


Figura 9. Sopra: L' aspetto armonioso del grafico ricavato nella camera D quando una voce maschile suscita il fenomeno della risonanza a 102Hz. Sotto: il grafico rilevabile nella camera D quando viene utilizzata una voce femminile. Nota: la dominante sonora caratteristica è di circa 198Hz, il buco nella gamma delle basse frequenze tra 20Hz fino a 200Hz è chiaramente evidente nel grafico
Ci sono numerosi articoli scientifici che provano che le vibrazioni meccaniche (suono) hanno una influenza positiva o negativa sulla salute e la percezione umana. È noto che l'ambiente contiene diverse fonti di bassissime frequenze ed infrasuoni di origine naturale.
A seconda dell'età e del sesso, gli esseri umani possono percepire suoni nell'intervallo tra i 20Hz e i 20kHz, e in alcuni casi anche sotto 20Hz (frequenze che normalmente non sono udibili dall'orecchio umano). Attente misurazioni hanno dimostrato che l'udito non si ferma bruscamente a 20Hz, ma l'orecchio è in grado di registrare anche infrasuoni se la pressione sonora è sufficiente.

Figura 10. La camera B dell’Ipogeo di Cividale del Friuli ha una forma diversa da quella delle Camere C e D. Nota: è quindi probabile che sia stata modificata in epoche successive o ha avuto un altri scopi. In questo momento il gruppo di ricerca SBRG sta studiando se quando il fondo è pieno d'acqua è possibile avere lo stesso una risposta sonora
I suoni a bassa frequenza hanno una lunghezza d'onda relativamente lunga e scarsa capacità di assorbimento da parte dei materiali, quindi ha la possibilità di viaggiare a grandi distanze. Questa proprietà consente di ottenere un potente effetto sonoro sulla vaste aree di spazio acustico con produzione di onde acustiche ad alto livello di pressione sonora. Il suono a bassa frequenza è non direzionale nella sua propagazione e di conseguenza ha l'effetto di avvolgere l'individuo senza alcuna fonte localizzata percepibile dal soggetto che ne è investito (Gavreau 1968).
Alcuni animali come elefanti, ippopotami, rinoceronti e giraffe sono conosciuti per usare gli infrasuoni per comunicare su distanze (Langbauer et al., 1991). Molti animali sono in grado di percepire le onde infrasoniche che attraversano il suolo prima delle calamità naturali e che agiscono per loro come un sistema di preallarme.
Qualsiasi onda sonica intensa e artificiale imposta sull'ambiente ha un effetto profondamente destabilizzante sul corpo umano. Infatti gli infrasuoni sono già stati utilizzati nel contesto delle guerre e ci sono diverse organizzazioni che attualmente stanno conducendo la ricerca nel settore delle armi acustiche. Tali armi hanno nel loro obiettivo la capacità di confondere e ridurre la capacità di concentrazione nel nemico quando sono utilizzate ad un volume sufficientemente alto.
Tuttavia, le vibrazioni naturali a bassa frequenza con l'assenza di alta pressione sonora possono avere un'influenza positiva sulla salute umana e alcune persone particolarmente sensibili possono percepire queste vibrazioni a bassa frequenza piuttosto come una sensazione che come un suono vero e proprio. Gli infrasuoni possono anche causare sentimenti di soggezione o paura nell'uomo, dato che non vengono percepiti coscientemente, e ciò può far sentire le persone come se degli eventi inconsueti o soprannaturali stessero avvenendo (Tandy e Lawrence, 1998) .
I suoni a bassissima frequenza e le vibrazioni infrasoniche sono percepite più dai recettori nervosi delle ossa e della cute che dalle cellule dell'organo acustico. Inoltre questo tipo di vibrazione sonora essendo non direzionale sembra avere un effetto significativo sulla capacità cognitive dell'organismo umano, come riportato in letteratura (Tandy e Lawrence 1998).
Purtroppo gli infrasuoni sono stati a lungo studiati principalmente come arma del futuro, ma il loro effetto si applica solo ad alto volume. Con volumi più bassi questo non accade , anzi tali vibrazioni possono invece rafforzare le capacità percettive umane (Tandy e Lawrence 1998). Questo potrebbe spiegare la sensazione mistica che alcune persone percepiscono quando si trovano in profonda meditazione durante un rito sacro in un contesto ambientale ricco di queste frequenze, ma ovviamente questo accade anche in altri siti storici "sacri" che hanno le stesse caratteristiche sonore naturali.
Questa ricerca è stata influenzata anche dalle opere di Cook , Pajot e Leuchter (2008), che hanno esaminato la risposta soggettiva del cervello umano alla gamma di frequenze in grado di sollecitare il fenomeno della risonanza negli antichi templi (95 - 120Hz). Essi hanno effettuato un progetto pilota per monitorare l' attività cerebrale di 30 adulti sani (16 femmine e 14 maschi) mediante l’elettroencefalogramma mentre i soggetti volontari ascoltavano dei toni nella stessa gamma di frequenze. In questo studio, che cercava di stabilire se i modelli di attività cerebrale cambiano nel corso di una breve esposizione a questi suoni, i risultati sono stati sorprendenti. L'attività nella regione temporale sinistra è risultata significativamente più bassa vicino a 110Hz rispetto alle altre frequenze. Inoltre, il modello di attività asimmetrica della corteccia prefrontale è risultato spostato da una maggiore attività del lobo sinistro al lobo destro a 110Hz. Questi risultati sono compatibili con la relativa disattivazione dei centri del linguaggio e di uno spostamento dell'attività prefrontale che può essere correlata ad un’attivazione dei centri dell’emotività. Il raggiungimento di questo stato emotivo è una componente importante degli antichi riti tale che era possibile ottenere durante questi un vero senso di elevazione mistica (Cook et al. 2008).
Conclusioni
Questa ricerca dimostra l'importanza dell’archeaoacustica in relazione al corpo umano. Tale metodica di studio sembra essere un nuovo interessante modo per l’analisi degli antichi siti per riscoprire una tecnologia dimenticata in grado di influenzare la sfera emotiva della coscienza umana. La moderna tecnologia di registrazione è attualmente in grado di fornire maggiore chiarezza nel comprendere l'origine di molti fenomeni interessanti legati ad alcuni luoghi sacri, giustificando l'aura di leggenda che li pervade (Debertolis e Bisconti, 2013),.
E 'chiaro che i costruttori dell’ipogeo di Cividale del Friuli hanno voluto ottenere questo effetto. La somiglianza con la tecnologia presente nell’ipogeo di Hal Saflieni suggerisce che la costruzione dell'ipogeo italiano potrebbe essere retrodatato allo stesso periodo storico dell'ipogeo di Malta. Il piccolo travetto che si trova sul muro del fondo all'interno di due delle camere, che accorda la stanza a una voce maschile che canta o prega, sembra essere un esempio di conoscenza dei fenomeni fisici di risonanza. La capacità del fenomeno di risonanza di indurre stati mistici nella popolazione antica durante i riti segreti della Dea Madre (o di altre antiche divinità) era molto intensa. Questa tecnologia dimenticata che utilizza le vibrazioni sonore potrebbe essere riutilizzata anche oggi per raggiungere stati di coscienza ottimali?
Ringraziamenti
Il gruppo di ricercaSB Research Group ( SBRG ) è grato al Dipartimento di Scienze Mediche dell'Università degli Studi di Trieste per il suo supporto in questa ricerca ed in particolare al suo direttore, il professor Roberto Di Lenarda .
Un grazie sincero dal SBRG ai proprietario dell’ipogeo di Cividale del Friuli, sig. Gaetano Bront, per la disponibilità e gentilezza nel concedere l'accesso al suo antico monumento per svolgere questa sperimentazione. Grazie di cuore anche al Sig. Federico Morandini che pazientemente messo a disposizioni le chiavi del ipogeo a tutte le ore del giorno e della notte.
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