Abbiamo registrato la "voce" della Piramide del Sole

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TAG: piramidi Bosnia, piramidi bosniache, Civiltà di Visoko, piramidi, archeologia, archeoacustica, ultrsuoni, SBRG, SB Research Group

 

Introduzione - Obbiettivo della nostra ricerca è stato la registrazione in gamma audio della vibrazione ultrasonica, già segnalata da altri team di ricerca prima di noi, che esce dall’apice della Piramide del Sole (collina di Visoćica) e punta verso il cielo. Per questo esperimento abbiamo utilizzato un compander in grado di trasformare la vibrazione ultrasonica in suono udibile. I risultati sono stati sconcertanti, ma è ovvio che alla nostra prossima missione alla fine di febbraio rifaremo l’esperimento per verificare se i risultati sono ripetibili ed attendibili scientificamente, mediante un protocollo molto rigido per tutte le registrazioni. Per ora, pertanto, gli attuali risultati vanno considerati come solo dei risultati preliminari. SB Research Group - 28 gennaio 2011.


Obbiettivo della nostra ricerca è stato la registrazione in gamma audio della vibrazione ultrasonica, già segnalata da altri team di ricerca prima di noi, che esce dall’apice della Piramide del Sole e punta verso il cielo.

La spedizione scientifica  partita il 23 gennaio da Trieste si è composta solo di tre ricercatori: Paolo Debertolis, antropologo medico, Lucia Krasovec Lucas, architetto esperto in strutture antiche, Valeria Hocza, assistente scientifico.

La ricerca è stata svolta in due giorni dal 24 al 25 gennaio 2011.

Purtroppo nel primo giorno una tempesta di neve che è riuscita a depositare quasi mezzo metro di candido velo sul nostro percorso.

Ci siamo subito resi conto che era impossibile arrivare in automobile, nonostante fossimo dotati di un fuoristrada, sul plateau posto ad ovest della Piramide del Sole, facendoci risparmiare una discreta distanza al fine di raggiungere la cima.

Abbiamo dovuto pertanto incamminarci con stivali e ghette dalla base della Piramide del Sole fino alla vetta con la neve che ancora stava cadendo.

 

Nonostante la difficoltà della risalita e la tempesta di neve, durante il percorso nei momenti di pausa nella caduta della neve lo spettacolo del panorama era straordinario.

 

Per poter raggiungere la vetta bisogna percorrere il sentiero che parte dalla base delle Piramide del Sole sulla porzione più orientale della facciata Nord, più o meno al di sotto dei primi sondaggi di scavo, gira intorno alla facciata Est con due tornanti e giunge alla facciata Sud, la più deteriorata per le trincee scavate dai vari eserciti che tentavano di espugnare la vetta, per raggiungere finalmente la facciata Ovest dove si innesta il Plateau. Da lì, anche nelle migliori condizioni climatiche, si deve proseguire a piedi fino alla vetta, dominata dal monastero-fortezza medievale distrutto dagli ottomani dopo la conquista della Bosnia verso la fine del Medio Evo.

 

La differenza nella risalita alla cima della Piramide del Sole tra il clima invernale e quello estivo nella vista dal Plateau posto ad Ovest della piramide.

 

Anche durante l’ultima guerra balcanica la vetta è stata un punto strategico importante presidiato dall’Esercito Bosniaco per tutto il periodo bellico fino agli accordi di Dayton che interruppero l’ultima guerra di Bosnia (21 novembre 1995), mettendo fine a tre anni e mezzo di guerra, la più sanguinosa in Europa dal 1945.

L’idea di registrare con un compander la frequenza ultrasonica è partita dal nostro esperto per la strumentazione, l’ing. Giorgio Battistoni, che a questo scopo ne ha costruito uno per il nostro team utilizzando un progetto già consolidato ed elaborato da una nota rivista d’elettronica italiana.

I compander sono elaboratori di dinamica del suono appartenenti ad una famiglia di apparecchiature elettroniche che operano essenzialmente sul livello o l’ampiezza del segnale audio, in modo variabile a seconda della gamma di livelli e della distribuzione spettrale dello stesso.

Il compander utilizzato dal nostro team è pertanto in grado di trasformare la vibrazione ultrasonica in suono udibile.

 

Ecco il compander utilizzato sulla Piramide del Sole.

 

Materiali e metodi

E’ stato più volte accertato che dalla vetta della Piramide del Sole e dal tumulo di Vratnica viene emessa una frequenza ultrasonica a 28 kHz, che non sembra essere di origine naturale.

Brevemente possiamo definire gli ultrasuoni come onde meccaniche che, pur venendo ricevute dal nostro orecchio, non siamo in grado di ascoltare, in quanto hanno una frequenza superiore alla massima rilevabile dall’uomo. Infatti, per sua natura l’orecchio umano è capace di trasmettere al cervello, che poi le trasformerà in suoni, solo onde acustiche con frequenze comprese tra 20 Hz e 20.000 Hz, anche se non tutte le persone sono in grado di recepire questi limiti, ma per definizione è così. Sta di fatto che frequenze inferiori a 20 Hz e superiori a 20.000 Hz nessun essere umano può identificarle come suono, mentre molti animali sono in grado di udire frequenze più basse di 20 Hz e altri frequenze più alte di 20.000 Hz (o 20 kiloHz).

Esistono però degli strumenti che riescono a rilevare la presenza di frequenze che vanno oltre la nostra capacità auditiva; e sulla Piramide del Sole, in effetti, l’utilizzo di tali strumenti ha rilevato la presenza di suoni con frequenza di 28.000 Hz. Però, una cosa è leggere su una scala graduata o su di un display 28 kHz e un’altra cosa è ascoltare o analizzare in qualche maniera quella emissione che lo strumento ci conferma che esiste.

Per ottenere proprio questo ci siamo avvalsi di un progetto pubblicato su una rivista Italiana, molto nota per la produzione di kit elettronici non reperibili commercialmente, denominata Nuova Elettronica.

Sul numero 245 del 2010 abbiamo trovato il progetto che poteva rivelarsi utile nelle nostre ricerche, ossia il progetto di uno strumento in grado di “Convertire gli ultrasuoni in suoni udibili”.

 

Caratteristiche apparecchiatura

Questo progetto, sfrutta la capacità di un particolare microfono, che è più corretto definire sensore ultrasonico. Tale sensore rileva suoni di frequenza compresa tra 10  e circa 65 kHz.

Lo schema a blocchi del circuito è riportato nella figura che segue.

 

Sommariamente una parte dello strumento genera una frequenza di valore variabile per mezzo di una manopola e da tale frequenza viene sottratta quella ricevuta dal microfono. Quello che risulta dalla sottrazione viene fatto ascoltare in cuffia. Per fare un esempio ipotizziamo che il microfono stia captando una suono alla frequenza di 40 kHz (non udibile); se ruotando la sintonia produciamo una frequenza di 50 kHz, in uscita avremo la differenza ta 50 e 40 kHz, cioè un suono a 10 kHz e sarà una frequenza udibile.

Il segnale proveniente dal sensore, viene applicato ad un amplificatore ed il guadagno in tensione di questo stadio è di circa 100 volte. Per poter ascoltare gli ultrasuoni, captati dal microfono, occorre però ‘traslarli’ ad una frequenza inferiore, in modo che siano udibili da un essere umano.

Il sistema utilizzato è simile a quello che si usa in alcuni ricevitori radio, dove il segnale ad alta frequenza di decine o centinaia di MHz viene abbassato enormemente rispetto al segnale entrante.

Lo strumento utilizza un oscillatore di battimento a frequenza variabile e un mixer a due ingressi, che viene utilizzato per produrre in uscita un segnale pari alla differenza delle frequenze dei due segnali che riceve in entrata, uno generato dallo strumento e l’altro proveniente dal microfono. La frequenza del primo possiamo regolarla con una manopola, come quando si ricerca una stazione su di una radio.

Il segnale ‘differenza’ viene poi ripulito da eventuali picchi di tensione e viene inviato alla seconda parte dello strumento che lo amplifica e lo invia alla cuffia o/e ad un registratore, ed il volume è regolabile.

Segue lo schema elettrico dello strumento:

 

 

Tutto l’apparecchio è contenuto in un contenitore plastico ed alimentato da una batteria da 9 Volt.

Il sensore ultrasonico utilizzato (scheda tecnica qui) è prodotto dall’azienda americana Knowles Acoustics e, pur essendo di piccolissime dimensioni, contiene una tecnologia molto avanzata: è un dispositivo comprendente parti meccaniche ed elettroniche integrate in forma altamente miniaturizzata in uno stesso substrato di silicio.

Un ulteriore, ma non marginale, dettaglio tecnico è il montaggio del piccolo microfono sul fuoco di una parabola metallica, in modo da poter raccogliere meglio le onde ultrasoniche che sono molto direttive.

 

 

Per l’utilizzo dello strumento occorre dirigere la parabola con il microfono verso la direzione che si intende esaminare, e ruotando il potenziometro della sintonia si individuano le onde ultrasoniche cercate (se presenti) che si possono ascoltare in cuffia o registrare, se si collega all’uscita un apparecchio registratore a nastro o digitale.

Siamo proprio agli inizi dell’applicazione di questa strumentazione agli ultrasuoni rilevabili sulla vetta della Piramide del Sole. Quello che si ascolta è il suono emesso, ma ad una tonalità più bassa, il suono reale è talmente acuto che non possiamo neanche immaginarlo; ma quello che sarà interessante ricercare sarà una qualche modulazione del suono. E questo proveremo a fare quando si analizzeranno le varie registrazioni.

 

Ulteriore strumentazione utilizzata

Per le nostre misurazioni della radioattività eventualmente presente abbiamo usato un contatore Geiger portatile tipo GAMMA-SCOUT modello w/ALERT di costruzione tedesca con tubo rilevatore tipo Goigor-Mullor con rivestimento in acciaio riempito di gas alogeno, possibilità di dosare i raggi alfa, beta e gamma, discriminatore dei raggi rotante.

Si tratta di un’apparecchiatura molto compatta e facilmente trasportabile con memoria interna che registra l’andamento delle radiazioni nel tempo e presa USB che permette di scaricare sul PC le misurazioni rilevate.

Per la ricerca dei campi magnetici abbiamo utilizzato un misuratore di campo EMF Tester modello PCE-G28 con sonda 3D esterna e dotato di  ampio display LCD.

Posizionando la sonda nella zona interessata questo strumento permette di valutare il campo magnetico presente sulle tre assi senza spostare la sonda nello spazio.

 

L’esperimento

Bisogna fare una premessa. Già due team scientifici hanno rilevato strumentalmente la presenza di un fascio di ultrasuoni provenienti dall’apice della Piramide del Sole e diretti verso il cielo.

I primi ad accorgersi di questa frequenza ultrasonica emessa al vertice della Piramide del Sole fu una squadra di ricercatori croati, giunta nella Valle bosniaca delle Piramidi tra il 10 e l’11 aprile 2010, e capitanata dal fisico Slobodan Mizdrak di Zagabria. Nella loro ricerca gli strumenti utilizzati per le misurazioni furono un gaussmetro EMF 823 a sonda interna ed il gaussmetro EMF 828 con una sonda esterna 3D, calibrata in fabbrica.

Per analizzare la frequenza si utilizzarono anche altri due apparati di supporto: un oscilloscopio ed un spettrometro.

Per secondo, sempre nel 2010, anche il dott. Dott. Harry Oldfield, ricercatore indipendente britannico, rilevò i campi elettromagnetici al di sopra della Piramide del Sole con una speciale macchina fotografica che utilizza la tecnica Polycontrast Interference Photography (PIP camera, evoluzione della macchina fotografica di Kirlian)  e che fu in grado di rivelare la radiazione ultrasonica accumulata nella piramide e la sua liberazione attraverso la vetta.

Le caratteristiche della frequenza ultrasonica erano un’emissione a 28.000Hz di tipo continuo. Durante il percorso fino alla vetta della Piramide del Sole del team croato, le strumentazioni non misurarono l'esistenza di nessuna frequenza ultrasonica lungo l'intero lato occidentale. Tale frequenza ultrasonica apparve sorprendentemente solo alla vetta della piramide e solamente all'interno del raggio di un metro. Al di fuori di un diametro di 5 metri nessun suono era rilevabile dagli strumenti.

Il team di Zagabria (Croazia) rilevò la stessa frequenza di emissione (28kHz), e perfino la stessa forma sinusoidale, anche centralmente al piano posto alla vetta del tumulo di Vratnica, ma anche in alcuni passaggi a lato del complesso sotterraneo di Ravne.

Noi abbiamo pertanto deciso di fare una verifica diversa e abbiamo voluto registrare la “voce” della piramide con il compander. Abbiamo comunque portato con noi anche un gaussmetro con sonda esterna 3D ed un contatore Geiger.

 

 Abbiamo cercato per tutta la cima la posizione esatta di uscita del fascio di ultrasuoni.

 

Raggiunta la cima purtroppo il vento e la neve hanno creato un certo ostacolo tanto che è stato necessario, per evitare influenze spurie, conservare il cappelletto protettivo posto sopra il microfono al centro della parabola di rilevamento del compander.

È stato inoltre necessario esplorare la cima piatta della piramide in più punti prima di rilevare

la radiazione ultrasonica presente al di fuori delle mura della cittadella medievale nel punto più alto della sommità, leggermente spostato verso Ovest.

 

Nonostante la tormenta di neve ed il freddo siamo riusciti comunque a localizzare la zona di origine del potente fascio di ultrasuoni.

 

Utilizzando l’udito come riferimento si è scoperto che il fascio di ultrasuoni è molto più ampio rispetto a quanto riferito dal team croato che l’aveva potuto cogliere solo sul display degli strumenti.

Il suono, udibile come un fischio continuo, tende ad attenuarsi allontanandosi dal vertice non mi maniera netta , ma progressiva.

Purtroppo la registrazione effettuata è stata ampiamente turbata dal vento che appariva chiaramente percettibile, le nostre voci e le voci di due ragazzi che ci hanno seguito fino alla cima forse incuriositi dalla nostra strumentazione, e perfino l’abbaiato continuo di un cane in lontananza, sempre degli stessi ragazzi.

Purtroppo dopo una mezzora di rilevazioni  e circa un quarto d’ora di registrazione abbiamo dovuto sospendere l’esperimento e ridiscendere a valle per il peggioramento del clima, particolarmente freddo, ed il rapido imbrunire.

Non prima di aver valutato se nello stesso luogo era presente un’anomala radiazione gamma con il contatore Geiger oppure la presenza di campi magnetici.

La radiazione rilevata era solo quella naturale, entro i normali limiti rilevabili in tutta la Bosnia (0,06.-0,22 µSv/h).

 

La radioattività nel punto di emissione degli ultrasuoni era perfettamente normale. Nel momento della fotografia abbiamo registrato solo 0,10 µSv/h sul contatore Geiger.

 

Ugualmente con il gaussmetro dotato di sonda 3D abbiamo cercato la presenza di campi magnetici. Anche in questo caso la rilevazione è risultata assolutamente negativa: non esiste alcun campo magnetico sulla sommità della Piramide del Sole.

 

Nessun campo magnetico rilevabile con il Gaussmetro con sonda esterna 3D sulla cima della Piramide del Sole.

 

Questo ultimo dato è molto importante perché non permette di attribuire il fischio rilevato a onde radio provenienti da stazioni radiofoniche o ripetitori posti nelle immediate vicinanze.

Il fischio che trasforma la vibrazione a 28.000Hz in suono udibile è chiaramente percepibile anche se disturbato dalla presenza di altri rumori (due piccole parti della registrazione originale non trattata, qui e qui).

(Nella prima registrazione sono sovrapposte le nostre voci e l’abbaiare del cane, nella seconda registrazione svolta su un’altra frequenza di ultrasuoni, oltre ad un'altra frequenza di emissione si sentono i bambini parlare; in entrambe ogni tanto il soffiare del vento).

Ma, forte dell’esperienza precedente abbiamo voluto il giorno successivo recarsi anche in altre zone della Piramide del Sole per vedere se questa vibrazione è presente in qualche altro sito.

Per questi motivi ci siamo recati presso i diversi sondaggi di scavo presenti sulla facciata Nord ed abbiamo iniziato le misurazioni.

Il percorso è stato più breve rispetto al giorno precedente, ma non meno impervio con mezzo metro di neve dispersa sul terreno e concentrato in una rapida salita.

Presso la Sonda Deset (sondaggio numero dieci) posta nei 2/3 inferiori della facciata Nord, quasi appoggiando al suolo la parabola del microfono abbiamo rilevato una frequenza ultrasonica simile, ossia un fischio continuo, ma anche accompagnato da una serie di scoppi simili all’azione del vento sul microfono.

 

I rilievi effettuati sulla Sonda Deset sono stati eseguiti con maggiore rigore ed al massimo della sensibilità dello strumento.

 

Ma in quel giorno, nonostante la molta neve caduta, il Sole era tornato a splendere e vi era assenza di vento. Il microfono era ben assicurato allo strumento principale, senza possibilità di contatti anomali.

Tali suoni, non udibili all’orecchio umano, vanno pertanto attribuiti al ventre della Piramide del Sole. Rendiamo disponibile questa registrazione, anche se talora si sentono sovrapposte le nostre voci. Il mutamento ad un certo punto del fischio è dovuto ad una breve modifica della sintonia. I rumori in sottofondo non sono provocati né dal vento né da sfregamenti dei vestiti o dei cavi. (Registrazione originale, durata 1,39 minuti, qui).

 

Analisi grafica spettrale di 5 secondi dell’ultrasuono rilevato sulla Sonda Deset (analisi di Giorgio Battistoni).

 

L’idea che ci siamo fatti è che a livello della Sonda Deset si crei una certa forma di dispersione dell’energia presente all’interno della piramide. Ma questa è ovviamente una teoria, per ora non suffragata da prove.

 

La Sonda Deset nella sua attuale versione invernale ed autunnale del novembre 2010.

 

È ovvio che alla nostra prossima missione alla fine di febbraio rifaremo l’esperimento per verificare se i risultati sono ripetibili ed attendibili scientificamente. Inoltre applicheremo un protocollo molto rigido per tutte le registrazioni. Per ora, pertanto, gli attuali risultati vanno considerati come solo dei risultati preliminari.

 

All’interno del complesso di tunnel di Ravne non abbiamo rilevato la frequenza ultrasonica proveniente dalla Piramide del Sole.

 

Deludente, invece, l’ascolto di eventuali ultrasuoni all’interno del complesso sotterraneo di Ravne, forse perchè lo strumento nonera stato ben calibrato.

Nessuna vibrazione anomala rilevata, tranne al di sotto dei megaliti dove sono localizzati dei flussi d’acqua sotterranei che potrebbero generare vibrazioni di questo tipo, peraltro attenuate dai megaliti. Ma questo è un altro capitolo ancora allo studio.

Paolo Debertolis, Giorgio A. Battistoni, Valeria M. Hocza –  28 gennaio 2011

 

SB Research Group ringrazia Nuova Elettronica ed in particolare il sig. Leonardo  Righini (direttore editoriale responsabile) per l’autorizzazione alla pubblicazione di un estratto del progetto “Convertire gli ultrasuoni in suoni udibili”, per le immagini (tratte dalla rivista n° 245/2010 alla quale si rimanda per un approfondimento tecnico) e soprattutto per aver prodotto lo strumento.

 

Bibliografia

1) P. Debertolis, V.M. Hocza: "Rapporto di Novembre 2010 sui Tunnel di Ravne - Approccio preliminare di studio", SBRG, 4 novembre 2010

2) P. Debertolis, V.M. Hocza: "Rapporto di Novembre 2010 sui Tunnel di Ravne - Teorie sui manufatti e le strutture", SBRG, 16 novembre 2010

3) P. Debertolis, V.M. Hocza: "Rapporto di Novembre 2010 sui Tunnel di Ravne - Le misurazioni iniziali", SBRG, 20 novembre 2010

4) P. Debertolis: "Ricognizione aerea sulle piramidi di Bosnia – La Piramide del Sole", SBRG, 4 settembre 2010 

5) P. Debertolis, S. Acconci, L. Krasovec Lucas, V. M. Hocza:”Rapporto definitivo sulla nostra prima esplorazione della nuova sezione dei Tunnel di Ravne nel dicembre 2010”, SBRG, 12 dicembre 2010

 

 

 Video dell'esperimento di gennaio 2011 e della successiva verifica di febbraio 2011, qui