Risultati preliminari nella ricerca dell’emissione di onde sonore nelle strutture megalitiche presenti nella Valle di Visoko (Bosnia e Erzegovina)

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TAG: piramidi Bosnia, Civiltà di Visoko, piramidi, archeologia, Voce piramide, suoni piramide

Come emerso in diversi studi recenti, la conoscenza del suono e la volontà di sfruttare i suoi effetti in diverse civiltà megalitiche ha condizionato parecchio la progettazione e la costruzione delle loro antiche strutture monumentali.

Lo studio delle antiche costruzioni sta pertanto riportando alla luce un’antica conoscenza perduta. Ma non si tratta di qualcosa di nuovo introdotto nel mondo dell’archeologia.

Vorrei citare a titolo di esempio le ricerche eseguite sugli antichi templi a Malta costruiti fino a 6000 anni fa, oppure le strane anomalie acustiche osservabili nel grande cortile della palla e nel tempio di Kukulkan a Chichen Itza, oppure ancora alcuni siti nel Regno Unito (Wayland’s Smithy, Chun Quoit e Cairn Euny) o in Irlanda (Newgrange, Cairns L e I, Carbane West). Questi ultimi risalgono al 3500 a.C. circa e, seppur rozzamente lavorati nei particolari, tutti questi siti presentano frequenze di risonanza che a lungo andare, durante canti e preghiere continuati, sono in grado d’influenzare il tono dell’umore degli individui fino ad uno stato di trance, per il diretto effetto sull’organismo umano che hanno queste onde sonore a particolari frequenze.

Per cercare di comprendere questa antica tecnologia i ricercatori devono avere un diverso approccio di studio, ossia un approccio multi–disciplinare che vada oltre la portata dell’archeologia tradizionale e che apra una diversa dimensione per lo studio del mondo antico.

Questo è anche lo scopo della nostra ricerca, svolta con l’ausilio di attrezzature che poco hanno a che vedere con l’archeologia, ma che danno la possibilità di recuperare, attraverso le misurazioni dei fenomeni riscontrati, quale poteva essere l’effetto ricercato sull’organismo umano.

Per quanto riguarda il sito delle piramidi bosniache abbiamo voluto verificare quanto rilevato dal fisico croato Slobodan Mizdrak di Zagabria [3], giunto nella Valle bosniaca delle Piramidi il 10 e 11 aprile 2010.

Nel suo studio egli ha eseguito una misurazione in tre siti: sulla Piramide del Sole, sul Tumulus di Vratnica e a lato del complesso preistorico di Ravne.

In quell’occasione gli strumenti utilizzati per le misurazioni sono stati: un gaussmetro EMF 823 a sonda interna ed il gaussmetro EMF 828 con sonda esterna 3D e calibrati in fabbrica con grande precisione. A questi sono stati aggiunti altri due apparati di supporto: un oscilloscopio ed un spettrometro.


 

Il fisico Slobodan Mizdrak durante la sua indagine (foto Fondazione Bosniaca della Piramide del Sole)

 

Il dottor Mizdrak ha rilevato con questa attrezzatura una presenza continua di ultrasuoni che avevano tutti la stessa frequenza di emissione (28kHz) e perfino la stessa forma sinusoidale, sia nella spianata centrale della vetta della Piramide bosniaca del Sole, sia centralmente al piano posto alla vetta del tumulo di Vratnica, sia nei passaggi a lato del complesso preistorico sotterraneo di Ravne.

Dopo un’analisi preliminare il nostro sospetto è che fosse stata l’attrezzatura stessa a limitare la frequenza rilevata in quanto fu utilizzato un rilevatore a corta banda che potrebbe aver limitato il segnale a 28.000Hz, mentre il segnale era, invece, molto più ampio e complesso.

Nei mesi precedenti abbiamo verificato la presenza della frequenza a livello della Piramide del Sole, ma con caratteristiche diverse rispetto a quanto rilevato dal dott. Mizdrak. È probabile che le sue misurazioni siano state eseguite in un periodo di tempo troppo limitato per definirne con precisione le proprietà di emissione, senza nulla togliere alla serietà del suo lavoro.

Nelle rilevazioni da noi eseguite sull’apice della Piramide del Sole (da gennaio ad aprile in tre tornate) [1, 2] abbiamo potuto osservare un cospicuo cambiamento sia nel punto esatto di rilevazione della frequenza ultrasonica che nelle sue caratteristiche.

Si è dimostrato che l’emissione può spostarsi dal punto principale di prima rilevazione anche di 10-15 metri, ma mai oltre.

Nelle ultime osservazioni di aprile abbiamo inoltre utilizzato tre operatori diversi con il medesimo apparato (compander) per un periodo prolungato. In particolare, nonostante una ricerca accurata effettuata dalla dott.ssa Acconci all’interno della cittadella medievale posta a est, sull’apice della piramide, non vi è stato alcun rilievo evidente.

L’emissione della radiazione ultrasonica appare concentrata all’apice nella porzione rivolta ad Ovest, in un raggio piuttosto ampio di percezione.

 

Sul vertice della piramide del Sole le registrazioni effettuate all’interno della cittadella medievale hanno dato scarsi risultati in precedenza. Abbiamo ritentato a maggio 2011 sotto l’occhio attento delle telecamere della televisione di Sarajevo

 

Ossia a noi c’è parso che il fascio di emissione fosse più largo di quanto rilevato dal dott. Mizdrak di circa 5-6 metri, ma anche che questo fascio si fosse spostato nelle diverse rilevazioni in un area discretamente ampia, ma mai oltre un cerchio di circa 15-20 metri di diametro localizzato all’apice della piramide ed al di fuori della fortezza medievale.

Anche la sua intensità non è semplicemente costante, ma modulata e talora è perfino quasi assente. In particolare nelle rilevazioni ad aprile abbiamo riscontrato che il suono poteva anche cessare del tutto per una decina di minuti per poi ricomparire con un’intensità anche molto elevata.

Il vantaggio di usare un compander al posto di un gaussmetro collegato ad un oscilloscopio è la possibilità di sentire distintamente la frequenza emessa in tutte le sue componenti, nello stesso modo nel quale, quando si ascolta suonare un’orchestra all’unisono, si riescono a distinguere i violini dai fiati o dai timpani.

Ciò che abbiamo osservato è la presenza di due distinte componenti, una più costante ma meno potente, ed una modulata incostante ma molto potente (quando presente).

 

L’uso del compander è piuttosto semplice: si indossano un paio di cuffie collegate all’apparecchiature e si dirige la parabola del microfono verso terra. Poi si cammina cercando di localizzare il fascio di ultrasuoni che fuoriesce dall’altura, se presente. Nelle colline vicine non vi era la presenza di nulla di simile.

 

L’impressione ricevuta, esaminando in studio le registrazioni effettuate secondo il rigido protocollo elaborato dal nostro esperto per le strumentazioni è che l’apparecchiatura possa aver rilevato a momenti anche le onde radio provenienti dal suolo e concentrate dalla piramide che si sono sovrapposte alla frequenza di base.

Al tumulus di Vratnica il fenomeno non è apparso presente nella stessa misura, ma molto più discontinuo.

Addirittura in questa sede abbiamo utilizzato quattro diversi operatori, ma solo uno di questi è riuscito ad identificare una frequenza proveniente dal Tumulus e non centralmente al piano posto in prossimità della vetta del tumulo di Vratnica, ma più distalmente rispetto al piano e non di tipo continuo.

 

Per ogni registrazione è stata presa nota di tutti i parametri della registrazione, compreso i parametri spuri come il passaggio di un aeroplano in quota o l’abbaiare di un cane. Il tutto annotato sui registri preparati dal nostro esperto per la strumentazione (ing. Battistoni)

 

Con la stessa apparecchiatura abbiamo però potuto verificare la probabile presenza di un “camino” proveniente dalla camera posta a 5 metri sotto il vertice del tumulo, identificata qualche anno fa da un carotaggio del terreno.

Passando sopra a questa ristretta area tutti gli operatori hanno osservato una variazione del rumore bianco emesso dallo strumento, distinguibile quando non vi è emissione di ultrasuoni, mentre compariva un suono molto debole ad alta frequenza. Questo è accaduto ogni volta che si passava sopra l’ipotetico camino.

È possibile che gli strumenti del dott. Mizrak abbiano rilevato questa discontinuità, dove per effetto del movimento dell’aria nel canale si siano concentrate frequenze audio naturali.

 

Nella zona vicino al supposto camino abbiamo confrontato le impressioni di tutti gli operatori

 

Abbiamo invece riscontrato un’emissione più simile a quella della Piramide del Sole in una posizione lontana dall’apice, con delle caratteristiche molto peculiari.

Attualmente stiamo ricercando di separare le frequenze audio da quelle radio, di origine naturale, attraverso numerosi esperimenti in sede anche con altre apparecchiature.

Risulta poco credibile che i costruttori di queste strutture non fossero a conoscenza di questi ”effetti” legati alla fisica del suolo e concentrati dalle loro strutture, ma che forse li avessero precisamente cercati. Gran parte delle loro cerimonie erano probabilmente eseguite sulla spianata posta al vertice della struttura della Piramide del Sole o del Tumulo di Vratnica e l’effetto cercato era bene o male qualcosa che potesse modificare lo stato di coscienza dell’organismo umano durante questi momenti di evoluzione spirituale.

D’altra parte è conosciuto da tempo in medicina l’uso terapeutico degli ultrasuoni che a particolari frequenze sono in grado di determinare un effetto antidolorifico ed antinfiammatorio in ortopedia per azione diretta sulle cellule umane  ed anche, senza che sia chiaro ancora il meccanismo, se ne conosce l’azione di stimolazione nei confronti dei vasi sanguigni per l’attività di riparazione.

Ma non si tratta di una panacea, occorre una determinata frequenza ed impulsività.

Spesso le onde sonore creano, al contrario, disturbi di vario genere ed anche piuttosto seri, a cominciare dall’inquinamento acustico per finire con le malattie professionali determinate dalla vicinanza del lavoratore alla strumentazione rumorosa. Oggi, fortunatamente, esistono numerose leggi europee che tendono a limitare questi danni attraverso il contenimento del numero di decibel.

Nel basso Medio Evo e forse anche nelle epoche precedenti si è ben guardato di non costruire un insediamento sulla cima della Piramide del Sole nella posizione dove questo effetto sull’organismo umano era maggiormente concentrato, fatto che, evidentemente, era stato notato anche da quelle popolazioni, ma si è preferito mettersi “più a lato”, laddove, ancora oggi è visibile la cittadella medievale.

In conclusione, dai risultati preliminari delle nostre ricerche, che estenderemo lungo tutto il corso dell’anno, possiamo dire che esiste di sicuro un’emissione di ultrasuoni ed onde sonore dall’apice della Piramide del Sole ed in parte dal Tumulo di Vratnica.

Che questo possa essere sia di origine naturale, dovuto all’effetto della concentrazione di emissioni naturali operata dalla forma piramidale della struttura, oppure artificiale, per effetto della forma delle cavità sottostanti la superficie, ritrovate sia con i carotaggi effettuati e con il georadar, per ora non lo sappiamo.

In particolare la tesi dell’origine artificiale delle emissioni si regge sull’ipotesi che queste cavità, costruite dagli artefici di queste strutture, come ad esempio nel Tumulo di Vratnica, riuscirebbero a intrappolare le stesse radiazioni naturali, dando loro la possibilità di autoamplificarsi con il fenomeno della risonanza. Ma questa tesi è ancora tutta da dimostrare.

Comunque, indipendentemente da come la si veda, questo effetto era probabilmente ricercato nella sua potenza da quella civiltà esattamente come accade in altri siti megalitici, dando un effetto “magico” alle loro riunioni sacre, ma che di magico non lo erano per nulla, perchè sfruttavano dei meccanismi fisici naturali uniti ad una profonda conoscenza della risposta dell’organismo umano a questi stimoli.

Forse le loro strutture all’occhio dell’uomo moderno possono apparire molto grezze e non rifinite, ma in realtà nascondono una tecnologia molto sofisticata. Semplicemente a quell’epoca i valori di riferimento erano altri.

Attualmente, oltre all’uso del compander, già descritto in precedenza,  che ci fornisce una discriminate qualitativa del tipo di radiazione esaminata stiamo anche utilizzando dei microfoni ad altissima sensibilità (Sennheiser MKH 800 Twin a condensatore, risposta in frequenza 10Hz – 50.000Hz) in grado di percepire con disinvoltura le onde sonore ultrasoniche e dei registratori professionali (Zoom H4N digital recorder, risposta in frequenza 10Hz – 42.000Hz  in +- 3dB) in grado di registrare gli ultrasuoni senza comprimerli.

 

L’uso di una strumentazione più sofisticata ci ha permesso di esplorare tutto lo spettro degli ultrasuoni. Ecco il microfono e il registratore digitale professionale (foto R. Hoyle)

 

Successivamente questi suoni registrati vengono ridotti dal software del computer in studio di 2-3 ottave per essere riportati ad una frequenza udibile al fine di poter essere ascoltati, ma anche visti, utilizzando un analizzatore digitale dello spettro sonoro (NTI Audio XL2).

Queste diverse apparecchiature ci garantiscono due diversi tipi di processo di elaborazione di quanto registrato e ci permette di confrontare i risultati delle due tecniche per eliminare la possibilità dell’introduzione di frequenze spurie indotte dagli strumenti stessi.

Con queste ultime apparecchiature (tecnico del suono H.Savolainen)abbiamo potuto accertare che l’emissione ultrasonica sembra collocarsi mediamente intorno ai 32.000Hz e non intorno ai 28.000Hz, come rilevato dal dott. Mizdrak.

 

L’uso dell’analizzatore di spettro sonoro ci ha permesso di circoscrivere perfettamente la frequenza emessa a 32.000Hz di media (dai 30KHz ai 34Khz)

 

I risultati da noi ottenuti appaiono estremamente lusinghieri e rappresentano l’evoluzione degli studi portati avanti negli anni ’80-’90 da ricercatori britannici nei siti megalitici del Sud dell’Inghilterra, ma con una strumentazione molto più sofisticata grazie all’evoluzione dell’elettronica e dei computer intervenuta nel frattempo.

Lo studio è tuttora in corso ed è ben lungi dall’essere concluso.

Paolo Debertolis, Sara Acconci – 30 maggio 2011

 

Bibliografia

1)       P. Debertolis, G. A. Battistoni, V. M. Hocza: “Abbiamo registrato la “voce” della Piramide del Sole”, SBRG, 28 gennaio 2011

2)       P. Debertolis, G. A. Battistoni, V. M. Hocza:  “Ancora verifiche sulla “voce” della Piramide del Sole”, SBRG, 25 febbraio 2011

3)       N.N. "ENERGETIC RADIATION FROM THE BOSNIAN PYRAMIDS",  Bosnian Pyramid of the Sun Fundation, 23 aprile 2010

 

E' possibile visionare alcuni video delle osservazioni preliminari qui e qui.